Pelle d'Arno

scritto da Toni mercuri
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Autore del testo Toni mercuri

Testo: Pelle d'Arno
di Toni mercuri


Pelle d'Arno 

Oh cara son'io quella pelle disunita,
da veneree scorze conciate
nel discorso in golena d'Arno 
dove la sponda arresta il turbine
di resine liberando la volta onirica ai cherubini

Vedi ora la casa dove desinava il Padre
dove le taciute acque per quietare
il corpo dagli alteri stormi recano
timorati armenti desiderosi ovili

In quest'io spavento visure
ai pressi e fuggenti spire di baleni
in non saputi storni di pire apocrife
la mano stringe e in questo 
modo versi la nuda stella in forma 
frangia di natali stringhe

Fai così mia adorata che il pargoletto 
gode in questa noce che traghetta
da dietro dolori ambiti dai davanzati 
amanti che a lui Guidi chissà di dove
dicendo a noi che si ascoltava:

abbiate aratri per questa lingua
che più non sposta cieli vergognosi,
siate illesi di loquela e allo scrivano 
servo di matite in punta dite: vivere
in questa pelle dispiegata alle intasate
genti è l'ombra di misure in voce

e quindi vieni a questo colle 
di portinari lingue, dove anche il crudo
aspetto di notti avare splende
come un dí di stelle e con le sue labbra
ti dico amore, non badare ai serpi ingordi
che fanno come il tempo che non sa
e perciò spreca ogni luna nuova

Pelle d'Arno testo di Toni mercuri
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